Allora, avevo fatto questo post su un altro subreddit, e mi era stato consigliato di postare qui per vedere se altre persone hanno avuto esperienze simili.
Credo di essere trans. Sono un ragazzo di 16 anni e, da ormai circa 6 mesi, fantastico su come sarebbe stata la mia vita se fossi nata ragazza, mantenendo lo stesso carattere, la stessa personalità, la stessa sessualità, gli stessi problemi e tutto il resto, ma al femminile.
Quello che è successo è che, nei primi giorni di giugno, prima ancora di iniziare a immaginare questa versione alternativa di me, ho provato un senso di NOSTALGIA FORTISSIMO, una sera in cui ero con alcuni amici e compagni di classe.
Praticamente, tutti i maschi erano seduti mentre le ragazze distribuivano i piatti con il cibo (lo so, è lo stereotipo più grande del mondo, ma è andata veramente così). Io mi sono alzato per aiutare, come faccio sempre, ma i miei amici mi hanno fermato dicendomi che «ci avrebbero servito le ragazze».
Questa cosa mi ha fatto pensare a due cose:
1) MA CHE CAXXO, CHI HA DECISO CHE DEVONO FARLO SOLO LE RAGAZZE?
2) «Quanto darei per essere una ragazza e poter essere come loro, essere una ragazza e fare cose del genere. È moralmente sbagliato? È ipocrita? È stereotipato? Non me ne frega niente, PERCHÉ SAREI ESSERE UNA RAGAZZA».
E questo pensiero mi ha provocato il senso di nostalgia più intenso che avessi mai provato. Era qualcosa di assurdo, incredibilmente forte.
La cosa mi è sembrata stranissima, perché come faccio a provare nostalgia per qualcosa che non ho mai vissuto? Cioè, la nostalgia non dovrebbe riguardare qualcosa che hai vissuto in passato e che non fai più? Come faccio a provare nostalgia per l’essere una ragazza, se purtroppo non lo sono mai stato? E se in qualche modo lo fossi stato, me ne ricorderei, no? 💀
Comunque, dopo quell’episodio ho iniziato a immaginare una specie di alter ego femminile: una versione di me stessa che fosse una ragazza, ma che rimanesse ME in tutto e per tutto, come ho spiegato prima. Stesso carattere, stessa personalità, stessa sessualità, stessi problemi, stessi sogni, stessa vita… TUTTO UGUALE, tranne il genere.
E questa cosa mi fa stare davvero bene. Ho immaginato talmente tanti dettagli che potrei scrivere un libro con tutte le cose e i dettagli a cui ho pensato, e passavo ore ed ore intere a fantasticare, quando ero tranquillo e passeggiavo col cane la notte, botte di anche 1 ora, in cui il mio cervello fantasticava e si sentiva BENE, come se fosse a posto con se stesso.
E quando dico dettagli, intendo proprio TUTTO, fino alle cose quotidiane più insignificanti. Non immagino soltanto i grandi momenti della sua vita, ma anche le situazioni più normali, anche quelle quotidiane normalissime.
Passo ore a immaginare questa versione di me stesso e, mentre lo faccio, provo una sensazione di pace davvero difficile da descrivere, come se fossi a posto con me stesso e stessi vivendo quella che davvero è la mia vita, e premesso che non odio la mia, ma questo mio alter ego è il mio vero sogno.
Il problema arriva quando torno alla realtà.
Non solo mi rimane addosso quella sensazione dolce-amara di nostalgia, ma provo anche una certa malinconia al pensiero che non potrò mai essere completamente lei.
All’epoca non ero ancora sicuro di voler intraprendere una transizione, mentre adesso sono convinto di volerlo fare in futuro, probabilmente intorno ai 20 anni.
Eppure, anche se un giorno dovessi fare la transizione, sento che potrei soltanto avvicinarmi alla mia versione ideale, senza riuscire a diventare esattamente come lei. Come un asintoto in matematica, posso avvicinarmi sempre di più, ma mai arrivare completamente a lei.
E questa cosa mi rende triste.
Quindi, per favore, se qualcuno sa cosa sto provando, potrebbe aiutarmi a capire? Questa sensazione ha un nome? Potrebbe significare qualcosa di specifico?
Ho iniziato ad andare da una psicologa proprio ieri, ma per il momento stiamo concentrandoci sull’autismo, sull’ADHD e sul DOC. Vorrei affrontare il discorso della mia identità di genere più avanti, quando me la sentirò.
Prima o poi gliene parlerò sicuramente, ma per adesso preferisco aspettare, anche perché dovrebbe parlarne con i miei genitori e, nonostante mi abbiano sempre detto che non c’è niente di sbagliato nell’essere trans, per il momento non voglio ancora dirglielo.
Nel frattempo, però, vorrei capire se qualcun altro ha vissuto qualcosa di simile o se esiste un termine per descrivere quello che provo.
Chiedo inoltre scusa se ci sono delle “incongruenze” nel genere che uso, cioè che magari a volte uso il maschile mentre altre il femminile, io mi sto sforzando ad usare il maschile perché, per quanto io mi senta un senso come di “giusto” nell’usare il femminile per me stesso e anche mi fa stare bene, non lo trovo corretto visto che sono ancora completamente un ragazzo, quindi posso usare il femminile solo quando sono solo, se sono con persone sono costretto ad usare il maschile, quindi magari in contesti come questo, in cui è come se fossi solo, mi viene da usare il femminile, ogni volta che me ne accorgo lo correggo (e ci vorrei scrivere un “PURTROPPO questa parola deve essere stesso e non stessa, o il fatto che questa parola devba finire con la O e non con la A, che è una cosa che penso sempre quando parlo di me stesso e devo usare il maschile, mi da fastidio solo se io devo usare il maschile per me stesso, se lo fanno gli altri non mi da questo fastidio, me se lo devo usare io per me stesso preferirei usare senz’ombra di dubbio il femminile), ma magari a volte nemmeno me ne accorgo. Comunque questo per dire che se vedete che a volte è uno e a volte è l’altro, sappiate che mi sono semplicemente dimenticato di correggerlo.